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La crisi del gas fa chiudere le aziende

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La crisi del gas fa chiudere le aziende

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Lavoratori rispediti a casa, produzione tagliata, limiti ai consumi. La disputa sul gas tra Russia e Ucraina rischia di mettere in ginocchio non solo la popolazione, ma anche la produzione industriale di alcuni Paesi che dipendono fortemente dalle forniture russe.

In Ungheria, ad esempio, la fabbrica della Suzuki vicino a Budapest resterà chiusa fino a lunedì. Nel Paese sono ormai tante le aziende a cui il governo ha chiesto di limitare i consumi se non, addirittura, fermarsi. Una misura che, come in molti altri Stati che consumano quasi esclusivamente gas russo, si aggiunge ad altre: a partire da riscaldamento chiuso sui mezzi di trasporto, scuole chiuse. Dalle più grandi fabbriche di automobili a quelle di lavorazione della carne, l’austerità è d’obbligo, dopo la chiusura dei rubinetti da parte di Mosca. E mentre le fabbriche stringono i denti, in Bulgaria i panettieri di Varna, sul Mar Nero, mettono in guardia: se la crisi continua, il prezzo del pane non tarderà ad aumentare.