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Guerra del gas: le conseguenze in Europa

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Guerra del gas: le conseguenze in Europa

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La Bosnia è uno dei Paesi maggiormente toccati dalla crisi del gas. Per il terzo giorno consecutivo le temperature hanno toccato i -7 gradi. Sarajevo la città più colpita, dal momento che i suoi 400 mila abitanti si riscaldano grazie al gas.

Oltre 72 mila abitazioni sono rimaste al freddo. Il Comune ha cercato delle altrenative salvaguardando 42 mila abitazioni. C‘è chi ricorre al carbone, chi al legno. “Non aumenteremo per questo il prezzo del legno o del carbone, anche se siamo finendo le scorte”. La Bulgaria è il Paese più povero dei 27, privo di altre fonti di energia, è particolarmente vulnerabile. Sofia pompa dalle sue riserve quasi 4 milioni e mezzo di metri cubi di gas, ma la domanda è di 12 milioni. Va al rallentatore l’industria, già martedì scorso un produttore di concimi e uno di birra hanno chiuso gli impianti, mentre la confindustria stima in 500 milioni di lev le perdite giornaliere. “Industrie , uffici pubblici, amministrazione, non hanno niente. Le scuole sono chiuse. I bambini sono rimasti a casa”. Anche qui tutti sperano che il contenzioso sul gas tra Russia e Ucraina venga risolto quanto prima.