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Mosca-Kiev: la telenovela del gas continua

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Mosca-Kiev: la telenovela del gas continua

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La guerra del gas tra Mosca e Kiev furoreggia di nuovo, dopo tre anni di tregua piu’ o meno traballante, con incidenti e negoziati vari dallo scarso esito: niente accordo, niente contratto, dunque niente consegne. Si ripete cosi’ lo stesso copione del gennaio 2006, quando Gazprom chiuse i rubinetti dopo mesi di contenzioso sul prezzo di favore praticato a Kiev.

La situazione aveva compromesso la fornitura a diversi paesi europei, Italia compresa, e solo dopo diversi mesi di trattative si era giunti a un accordo. Allora Mosca chiedeva l’equivalente di 172 euro per 1000 metri cubi, mentre sino ad allora Kiev ne pagava solo 37. Dopo mesi di negoziati accettava di pagarne quasi il doppio. Nel 2008 la cifra proposta era di 134 euro, ma non era quanto richiesto da Mosca. Per il 2009 Mosca impone un ulteriore aumento. Se Kiev farà ancora orecchie da mercante Gazprom minaccia di applicare le tariffe riservate ai paesi dell’Unione Europea, se non di più. Questo analista spiega che “l’Ucraina, come molti stati dell’ex Unione Sovietica, non è in grado di pagare lo stesso prezzo della Germania o dell’Italia. 70 anni di economia pianificata l’hanno reso molto più povera di tanti paesi europei. I russi per molto tempo sono stati comprensivi. L’idea era di aumentare lentamente ma progressivamente il prezzo. Ora il problema è che l’Ucraina pretende che la Russia continui a sovvenzionarla all’infinito.” Una controversia commerciale dalle ripercussioni politiche che mette in difficoltà gli stessi europei, pesantemente dipendenti dal gas naturale russo. Ecco perché il pensiero vola verso gasodotti di prossima costruzione come il Nabucco, che bypassano Russia e Ucraina.