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Aiuti umanitari, la crisi si aggrava

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Aiuti umanitari, la crisi si aggrava

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Nella Khan Younis assediata, ma anche negli altri centri della Striscia di Gaza, i palestinesi fanno la fila per un po’ di pane, farina, acqua. Gli aiuti umanitari arrivano e vengono distribuiti, ma sono solo una goccia nel mare delle necessità. il Comitato internazionale della Croce Rossa ha definito la crisi umanitaria in continuo peggioramento, a fronte di una crescente difficoltà nell’assistere la popolazione.

“Se le condizioni di sicurezza lo permetteranno, e questo è un fattore molto importante – dice il direttore della missione Cicr a Gaza -, allora saremo pronti a prendere in considerazione l’invio di ulteriori equipe e di personale aggiuntivo, soprattutto medico; perché è in questo campo il cuore della crisi: la possibilità per i civili, per i feriti, non solo di essere evacuati verso gli ospedali, con le ambulanze, ma anche di ricevere le cure necessarie. E attualmente, le persone muoiono per mancanza di cure e di accesso agli ospedali”.

Tre cliniche mobili di un’organizzazione caritativa danese sono state bombardate e distrutte dall’aeronautica israeliana. “Gli autisti delle ambulanze – dice una volontaria britannica -, il personale medico sono quelli che pagano il prezzo di evacuare i feriti quando gli F sedici, gli aerei di sorveglianza e gli elicotteri Apache sparano su tutto, uccidono civili e terrorizzano l’intera popolazione”. Sempre secondo le organizzazioni umanitarie, i servizi d’emergenza sanitaria sono sul punto di rottura e almeno mezzo milione di persone è a corto di acqua potabile.