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Waterford Wedgwood a rischio chiusura

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Waterford Wedgwood a rischio chiusura

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Il fasto delle porcellane e dei cristalli di Waterford Wedgwood rischia di tramontare per sempre. L’azienda irlandese non è stata risparmiata dalla crisi economica ed è finita in amministrazione controllata. Fallito ogni tentativo di vendita, il titolo è stato sospeso in Borsa e ora le sorti sono in mano agli amministratori. “Quello che mi auguro – dice un membro del consiglio di amministrazione – non è l’amministrazione controllata, è che l’azienda sia vendibile e sia venduta come impresa in attività e che vada avanti ovviamente con nuovi capitali, e che ciò non abbia delle ripercussioni sui dipendenti vecchi e nuovi, ci sono degli interrogativi all’arrivo di un amministratore e per questo abbiamo cercato di evitare questo giorno”

Nel giro di 12 mesi, il gruppo ha segnato perdite per 233 milioni di euro, in rialzo del 228%, i debiti sono aumentati del 25% e il fatturato è sceso del 9%. La casa di porcellane Wedgwood, fondata nel diciottesimo secolo da un artigiano inglese e acquisita nel 1986 da Waterford, potrebbe ora fallire definitivamente. Negli ultimi anni il celebre marchio ha risentito della concorrenza dei mercati asiatici, ma per fronteggiarla ha chiuso alcune fabbriche e ha ridotto il numero dei dipendenti. Queste misure non sono bastate ai creditori del gruppo per concedere altro tempo per la ripresa delle attività, si è reso così inevitabile il passaggio all’amministrazione controllata. Ora la speranza è di trovare subito un compratore.