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Lituania, scatta il conto alla rovescia per la chiusura di Ignalina

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Lituania, scatta il conto alla rovescia per la chiusura di Ignalina

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La centrale nucleare di Ignalina, in Lituania, ha i giorni contati. Il Trattato di adesione all’Unione europea sottoscritto da Vilnius ne prevede la chiusura entro il primo gennaio 2010. Con Ignalina verrà spento l’ultimo reattore di epoca sovietica ancora esistente in Europa. Analogo, per intenderci, a quello che alimentava la centrale di Chernobil. Il problema è che il governo lituano sta facendo di tutto per ottenere una deroga, sostenendo che la centrale soddisfi, da sola, all’80% del fabbisogno energetico nazionale.

Il premier Andrius Kubilius: “Non sappiamo se le risorse energetiche che ci rimarranno saranno sufficienti e purtroppo non esiste una soluzione, se poi l’elettricità verrà a mancare”. I lituani temono un’eccessiva dipendenza dalla Russia, in un momento in cui le tensioni tra Mosca e Kiev rischiano di mettere in pericolo le consegne di gas ai paesi europei. Per venire incontro a Vilnius, l’Unione sta finanziando l’allacciamento della Lituania a centrali elettriche in Europa. Ma secondo la società lituana per l’energia, il tempo potrebbe non bastare. Darius Montvilla, portavoce Leo LT: “Quegli allacciamenti non saranno pronti, tecnicamente pronti, quando Ignalina verrà chiusa. Saranno rispettati solo i tempi di preparazione. Ma ci sarà un periodo di vuoto, quando Ignalina verrà spenta e altre fonti di energia non saranno ancora pronte”. I paesi baltici dovrebbero venir collegati alla rete elettrica europea attraverso due progetti. Il primo prevede un ponte elettrico con la Svezia, il secondo con la Polonia. Ma la loro realizzazione è ostacolata dalle rivalità tra Lituania e Lettonia. Dal canto suo, l’Unione europea è pronta ad accordare massicci investimenti per completare l’allacciamento energetico dei paesi baltici, ma non è disposta in alcun modo a posticipare la chiusura di Ignalina. Ferran Tarradellas-Espuny, portavoce del commissario europeo all’energia: “Se saremo in grado contribuiremo con altri finanziamenti, ma non dobbiamo dimenticare che la Lituania ha già ricevuto aiuti ingenti, pari a 500 milioni di euro fino al 2007, e le sono stati promessi altri 800 milioni di euro come fondo per la dismissione di Ignalina. L’interconnessione con i paesi baltici è certamente la priorità numero uno in tema di infrastrutture. Quindi non si può dire che la Commissione non stia aiutando la Lituania, ma certo non può andare contro il Trattato di adesione”. Per stimolare la ripresa economica, l’Unione ha deciso di investire in infrastrutture, soprattutto nella regione baltica. In più, Lituania, Estonia, Lettonia e Polonia stanno progettando la costruzione di una centrale nucleare capace di alimentare i quattro paesi. Se tutto andrà come previsto, sarà operativa nel 2018.