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Ottavo giorno di violenze a Gaza

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Ottavo giorno di violenze a Gaza

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Sono immagini di distruzione quelle che arrivano dalla Striscia di Gaza dove gli scontri tra Hamas e Israele sono arrivati all’ottavo giorno. A Gaza si contano le ore, in attesa di un imminente attacco terrestre dell’esercito, annunciato da giorni, per il quale i soldati starebbero aspettando solo il via libera del governo israeliano. Hamas, dal canto suo, minaccia sequestri e lanci di razzi, tanto più dopo l’uccisione, nella notte, di un leader dell’organizzazione. Venerdì è stato proclamato il “giorno della collera” dopo la morte di un altro esponente di spicco, avvenuta durante un raid. L’ala militare del movimento islamista ha dichiarato anche di aver respinto, nelle scorse ore, un’incursione di membri delle forze speciali israeliane che tentavano di superare la frontiera nella zona est della Striscia.

L’assassinio di Abou Zakaria al Djamal rappresenta un duro colpo per Hamas che, tuttavia, ha dichiarato, attraverso il suo portavoce, che non si arrenderà, e mobiliterà i suoi 25 mila uomini nella lotta contro Israele. Ad alimentare la preoccupazione per un imminente attacco di Israele contribuisce anche la procedura di sgombero di numerosi stranieri dal territorio occupato da Hamas. L’operazione militare, denominata Piombo fuso, non ha risparmiato obiettivi e in questi otto giorni si contano almeno 435 morti e miglia di feriti, tra cui molti civili. Intanto cibo e scorte sanitarie iniziano a scarseggiare.