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Gaza attende il settimo giorno di raid, imminente l'operazione via terra

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Gaza attende il settimo giorno di raid, imminente l'operazione via terra

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E’ passata quasi una settimana dall’inizio dell’offensiva israeliana a Gaza, che ha causato oltre 400 morti e quasi 2.000 feriti. Il territorio occupato attende oggi il settimo giorno di bombardamenti, dopo i duri attacchi di ieri. In uno di questi è rimasto ucciso Nizar Rayan, considerato uno dei cinque principali leader di Hamas a Gaza. Nel raid, che ha preso di mira la sua casa nel campo profughi di Jebaliya, sono morte altre 12 persone, tra cui due delle quattro mogli di Rayan e quattro dei suoi 12 figli.

Circa 400 stranieri che si trovano a Gaza sono stati autorizzati a lasciare la Striscia. La decisione potrebbe significare l’operazione terrestre è imminente. I carriarmati rimangono schierati al confine con la Striscia. Il premier israeliano Ehud Olmert ha dichiarato che non è, comunque, nel loro interesse condurre una guerra lunga e che non intendono allargare il fronte della battaglia. In un incontro a Parigi, il presidente francese Nicolas Sarkozy non è riuscito a convincere il ministro degli Esteri israeliano ad accettare il cessate il fuoco. Tzipi Livni ha detto che non c’è bisogno di una tregua umanitaria. Intanto a Gerusalemme est la polizia israeliana è in stato di allerta. Oggi si svolge la “giornata della collera” proclamata da Hamas, che ha invitato la popolazione palestinese alla mobilitazione dopo le preghiere del venerdì.