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Nulla di fatto all'Onu, niente passi indietro tra Hamas e Israele


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Nulla di fatto all'Onu, niente passi indietro tra Hamas e Israele

I nuovi appelli della comunità internazionale per una tregua in Medio Oriente si sgretolano, mentre il numero delle vittime palestinesi ha ormai raggiunto quota quattrocento. Lo scontro tra Israele e Hamas ha segnato anche il passaggio dell’anno e nessuna delle parti sembra disposta a cedere. Il capo del governo di Hamas, Ismail Haniyeh, in un atteggiamento di sfida, dice che gli attacchi dello Stato ebraico devono cessare: “Vogliamo dire ai palestinesi, non solo a quelli di Gaza: vincerete, inevitabilmente – ha detto. La vittoria è vicina ed è più vicina di quanto non si creda”.

Tra esercito israeliano e Hamas l’unica forma di dialogo resta, per ora, quella delle armi. Tsahal prosegue nei suoi raid aerei. Gli estremisti palestinesi, a loro volta continuano a lanciare razzi nel sud dello Stato ebraico. A Beersheva, uno dei luoghi più lontani fino a ora raggiunti dal fuoco di Hamas, il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak ha ribadito la determinazione ad ampliare e approfondire le operazioni nella Striscia. Tutto questo dopo il “no” di Israele alle richieste di cessate-il-fuoco temporanee o permenenti giunte da Francia, Unione europea e Quartetto per il Medio Oriente. La situazione a Gaza è stata al centro di una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu a New York. Che, tuttavia, si è conclusa con un nulla di fatto su un progetto di risoluzione presentato dalla Libia, giudicato troppo di parte. Fumata bianca che ha mandato in frantumi anche un ultimo appello lanciato dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, per un cessate-il-fuoco immediato.
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