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Gaza al collasso: in coda per il pane

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Gaza al collasso: in coda per il pane

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Ospedali pieni e inadeguati dove manca tutto. Aiuti che faticano ad arrivare. La situazione umanitaria a Gaza è una delle facce piú inguardabili della guerra. Mancano i generi di prima necessità, i medicinali, il carburante. I soccorsi sono precari e non garantiti. Chi ha perso la casa negli attacchi aerei chiede, spesso invano, un’altra sistemazione. Una guerra, in un territorio già provato dalle privazioni, è una catastrofe dalla quale non ci si risolleva.

La gamma delle reazioni, tra la popolazione locale, oscilla tra la rabbia, la disperazione, l’orgoglio. “Guardatelo il risultato dell’attacco israeliano su Gaza. Non abbiamo piú una casa per colpa dei bombardamenti. Abbiamo bisogno di un tetto per ripararci”. Di un tetto e di qualcosa da mangiare. Che non è garantito e che non sempre è disponibile. Perchè gli aiuti faticano a superare controlli e confini. Per un pezzo di pane bisogna mettersi in fila e sperare che la coda finisca prima delle scorte.