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politico di lungo corso, restio a diventare premier

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politico di lungo corso, restio a diventare premier

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Il senso del bene collettivo ha prevalso sulle retincenze di Herman Van Rompuy. Il presidente della camera belga ha accettato il regalo di Natale del re: formare un nuovo governo. Dopo aver detto pubblicamente di non ambire a diventare premier, Van Rompuy, a 61 anni, fa questo passo succedendo a Yves Leterme. Quest’ultimo, insieme al suo ministro della Giustizia, è accusato di aver fatto pressioni sulla giustizia belga per aver l’okey al piano di salvataggio della banca Fortis.

Economista di formazione, discreto e cattolico praticante è considerato un veterano della politica belga: presidente dei cristiano-democratici fiamminghi dal 1988 al 1993, ha le qualità che servono per dirigere il Paese, stando a quest’analista: “Il suo senso dell’umorismo potrà tornargli di certo utile. In ogni modo incarna tre qualità: ha un certo senso della leadership, ha saputo dimostrare reale creatività e un senso di compromesso apprezzato sia nelle Fiandre che nella parte francofona. Sono qualità di cui avrà sicuramente bisogno”.

Eletto nella circoscrizione Bruxelles-Hal-Vilvorde dal 1995, è a favore della scissione della Regione di Bruxelles, (che rispetto a Fiandre e Vallonia resta una regione a parte), è considerato comunque più vicino ai francofoni di Leterme e in grado di portare a un compromesso.

Bruxelles resta il cuore del crisi politica tra fiamminghi e valloni in Belgio, tema che dominerà la campagna per le regionali del prossimo giugno. Altro tema scottante è la crisi finanziaria, Herman Van Rompuy dovrà far votare il bilancio 2009, non ancora adottato. Tornerà utile in questo frangente l’esperienza di ministro al Bilancio dal 1993 al 1999 e il suo piano d’austerity che garantì al Belgio l’ingresso nella zona euro.

Il suo governo non è ancora decollato ma in molti si chiedono già quanto durerà. I cinque partiti della coalizione sembrano scartare l’ipotesi di legislative anticipate a giugno da tenersi insieme alle regionali. Non c‘è comunque nessuna garanzia sulla tenuta dell’esecutivo di Van Rompuy fino al 2011, fine dell’attuale legislatura.