ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Elezioni in Bangladesh, con la democrazia tornano le due solite eterne rivali

Lettura in corso:

Elezioni in Bangladesh, con la democrazia tornano le due solite eterne rivali

Dimensioni di testo Aa Aa

Il Bangladesh torna al voto e alla democrazia dopo due anni di interim tecnico appoggiato dai militari e di stato d’emergenza. A sette anni dalle ultime legislative, 81 milioni di aventi diritto su 140 milioni di abitanti di questo stato asiatico musulmano laico tra i più popolosi, si esprimeranno il prossimo lunedì su una scelta che al nuovo e al cambiamento offre poco.

Da una parte Khaleda Zia, sessantenne, ex primo ministro, che con l’alleanza capeggiata dal suo Partito Nazionalista del Bangladesh è poco sotto nei pronostici alla sua storica simbiotica e acerrima rivale: Cheik Hasina Wajed, ugualmente sessantenne ed ex primo ministro, anch’essa espressione di una dinastia di potere, figlia del primo presidente del Bangladesh, ucciso dai militari. Due rivali che né le accuse, né lo scorso anno passato in carcere per corruzione, né gli sforzi di constringerle all’esilio, hanno distolto dal dominio ormai ventennale della scena politica nazionale. In Bangladesh il 45% della popolazione vive sotto la soglia di povertà. “Le elezioni non camberanno il destino del Paese – pensa Asif Nazrul, giurista all’università di Dacca – ma almeno la popolazione è più cosciente del valore dei diritti umani, di un buon governo, pronta a opporsi a corruzioni e violenze”.

Le accuse preventive di brogli e contestazioni pronte a esplodere a urne chiuse già rimpallano tra i due schieramenti. Con duecentomila osservatori, di cui 2.500 stranieri, il portavoce della commissione elettorale ha garantito che saranno le elezioni più regolari nella storia del paese.