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Israele, governo diviso sulla reazione agli attacchi

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Israele, governo diviso sulla reazione agli attacchi

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Non si arresta l’ondata di razzi palestinesi diretti verso il sud d’Israele. Un immigrato tailandese è il primo ferito in terra israeliana dalla fine della tregua, due giorni fa, tra lo Stato ebraico e Hamas. Il governo israeliano di transizione è diviso su come rispondere alla minaccia che proviene dalla Striscia di Gaza. Il premier Ehud Olmert si mostra prudente, mentre il ministro degli esteri e candidato alla carica di capo del governo, Tzipi Livni, afferma: “Lo Stato di Israele e il mio futuro esecutivo si porranno come obiettivo strategico la caduta del regime di Hamas a Gaza”.

Dalla fine del cessate il fuoco sono una cinquantina i razzi lanciati dalla Striscia verso Sderot e altri centri del sud d’Israele. A Gaza, strangolata dall’embargo, i residenti affermano di non aver registrato grandi benefici nei sei mesi di tregua. “Cessate il fuoco? Si’, l’hanno dichiarato a giugno – dice un abitante -, ma abboamo continuato a vedere assassini, invasioni e distruzione. Viviamo vicino al confine, per non non c‘è stata alcuna tregua”. Una prima reazione israeliana ai razzi è avvenuta ieri, con un raid che ha ucciso un miliziano e ne ha feriti altri due. Gran parte degli attacchi palestinesi è stata rivendicata dalla Jihad islamica.