ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Fortisgate. Le consultazioni di Alberto II del Belgio

Lettura in corso:

Fortisgate. Le consultazioni di Alberto II del Belgio

Dimensioni di testo Aa Aa

Il re ancora tace. E’ nelle mani di Alberto II il futuro politico del Belgio, dopo le dimissioni di Yves Leterme, travolto dal Fortisgate. Il sovrano potrebbe optare per un governo di transizione che prepari le elezioni anticipate, secondo molti analisti, che vedono poco probabile un ritorno ai comandi di Leterme:

“Politicamente è estremamente indebolito – dice l’analista politico Pierre Vercuteren -E’ la quarta volta che si dimette. La seconda da primo ministro e la seconda in qualità di incaricato per un mandato esplorativo. Non è poco, tanto più che sono personalità del suo stesso partito a dire che il suo tempo è scaduto”. Non sarà facile però trovare un sostituto con la volontà di cimentarsi in un breve esecutivo tecnico nel momento in cui il paese attraversa una grave crisi che da istituzionale e politica si è fatta anche economica e finanziaria. Uno dei papabili è l’attuale ministro delle finanze, il liberale Didier Reynders, ma molti lo considerano troppo segnato dalla collaborazione con Leterme. Ci sono poi in lizza dei veterani, come l’ex premier Jean-Luc Dehaene, o il presidente della camera dei deputati Herman Van Rompuy, entrambi cristiano-democratici. Un’altra carta che il re potrebbe giocare è quella di Guy Verhofstadt, anche lui ex premier, già chiamato varie volte a rimettere insieme i cocci della politica belga.