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Caso Fortis, tutto comincio' con la crisi Usa

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Caso Fortis, tutto comincio' con la crisi Usa

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Tutto è cominciato nel settembre scorso. Quando il gigante Fortis prima banca belga e numero due nei Paesi Bassi ha scoperto i propri conti in rosso, effetto immediato della crisi finanziaria partita dagli Stati Uniti.

Bisogna agire subito è a rischio il sistema-paese. Il premier belga Yves Leterme si mette al timone della ricapitalizzazione di Fortis coordinata dagli stati del Benelux. Poi ancora l’intervento in soccorso della banca franco belga Dexia, con aiuti statali da Francia, Belgio e Lussemburgo. L’azione è stata rapida, forse troppo. Dopo l’iniziale plauso cominciano le critiche. “La gente ha cominciato a dubitare ma capiranno come tutto ha funzionato” ha detto l’ex ministro della giustizia, il primo a presentare le proprie dimissioni. Il premier è accusato di “svendere i gioielli di famiglia”. Il dissenso monta quando viene annuciata il taglio delle sedi di Fortis in Belgio (si tratta della piu’ grande azienda privata del paese) e la cessione al gruppo francese BNP Paribas. I piccoli azionisti sono sul piede di guerra, nel passaggio hanno perso tutto. A sorpresa la Corte d’ Appello dà loro ragione, la cessione di Fortis a Paribas viene congelata. E i sospetti di pressioni governative sui giudici perchè tutto andasse in porto gettano un’ombra. La sentenza della suprema giurisdizione conferma i sospetti. E’ l’ultimo atto, poi le dimissioni del premier belga.