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Crisi auto in Usa. Sbloccati 17,4 miliardi di dollari. Obama: la pazienza ha un limite

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Crisi auto in Usa. Sbloccati 17,4 miliardi di dollari. Obama: la pazienza ha un limite

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Ok al piano Bush per salvare General Motors e Chrysler, ma la pazienza degli americani ha un limite. Il prossimo presidente degli Stati Uniti non è tenero con i due giganti dell’auto, che si sono visti offrire complessivamente 17,4 miliardi di dollari di aiuti statali per evitare la bancarotta.

Un piano necessario, ha detto Barack Obama, aggiungendo però: “Voglio sottolineare con forza, di fronte ai grandi costruttori di automobili e ai loro dirigenti, che la pazienza del popolo americano si sta esaurendo, e che dovrebbero cogliere quest’opportunità nelle prossime settimane e nei prossimi mesi per proporre un piano che sia sostenibile. E questo significa che dovranno fare delle scelte difficili”. Lo stesso piano di salvataggio dell’amministrazione uscente è accompagnato da condizioni molto rigide. Condizioni che non sembrano spaventare le compagnie di Detroit. “Quest’azione – dice Rick Wagoner, amministratore delegato di General Motors – permetterà di conservare molti posti di lavoro e di sostenere General Motors e i molti fornitori e commercianti che dipendono dalla nostra compagnia e dalla nostra industria”. Di posti di lavoro, Obama ne ha promessi due milioni e mezzo in più, molti dei quali proprio nel settore dell’auto. Ma c‘è chi teme per il proprio futuro, come questo dipendente di Chrysler: “Mi va bene tutto, finché non sono io a dover fare concessioni, ne ho già fatte abbastanza. Non è colpa mia, è lui che ha fatto il danno. Non posso pagare ancora io”. Le compagnie sono tenute ad avviare un programma di ristrutturazione entro il 31 marzo, pena la restituzione dei fondi. Toccherà quindi al nuovo presidente decidere della loro sorte.