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Dimissioni dell'esecutivo Leterme, nuova crisi politica in Belgio

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Dimissioni dell'esecutivo Leterme, nuova crisi politica in Belgio

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Il destino di Yves Leterme è ora nelle mani del re. Il primo ministro belga, dopo aver escluso in un primo tempo la possibilità di dimissioni del suo governo, è stato costretto a guardare in faccia la realtà. E Alberto II ha già avviato le consultazioni.

Una nuova tappa nell’infinita crisi belga, che sembrava un ricordo, e che torna invece per colpa della crisi finanziaria. Una decisione dolorosa ma necessaria, sostiene una dei vice di Leterme, Laurette Onckelinx: “Penso che non fosse più possibile continuare lavorare e in queste condizioni era necessario presentare collettivamente le nostre dimissioni”. A far precipitare la situazione, l’accusa del presidente della Corte di cassazione che Leterme avesse cercato di influenzare la magistratura sul caso Fortis. Il governo, cioè, avrebbe fatto pressione perché la giustizia belga desse il via libera al progetto di salvataggio della banca, che prevedeva la cessione del 75 per cento delle attività bancarie e il 100 per cento di quelle assicurative alla francese Bnp Paribas. Una decisione contro la quale i piccoli azionisti hanno fatto ricorso, denunciando di non essere stati interpellati. La Corte d’appello di Bruxelles gli ha dato ragione.