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Il Belgio verso un governo di transizione

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Il Belgio verso un governo di transizione

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La maggioranza dei principali partiti in Belgio non vuole elezioni anticipate: meglio un esecutivo di transizione che traghetti il paese fino a giugno 2009 quando si terranno le elezioni regionali e le europee.

Il vicepremier e ministro delle finanze Didier Reynders spiega perché: “Bisogna essere molto prudenti perchè siamo in un clima molto teso, con la crisi finanziaria, economica e sociale. In ballo c‘è un accordo interprofessionale e il bilancio per il 2009. Bisogna vedere chi vorrà assumersi le responsabilità per assicurare la stabilità del nostro paese”. Pur non volendo andare alle urne ora, i liberali fiamminghi di Bart Somers non risparmiano le critiche al governo e al suo ruolo nello scandalo Fortis. Dice Somers: “I fatti citati nel rapporto sono gravi, molto gravi ed è qualcosa di molto serio. Pensiamo che non sia possibile in uno stato democratico”. “Stiamo vivendo una terribile crisi finanziaria, una crisi economica – aggiunge il leader dei socialisti Elio di Rupo – Una crisi sociale, con grandi difficoltà. Non abbiamo votato il bilancio, non abbiamo concluso un accordo tra industriali e sindacato e ora ci si ritrova di fronte ad un governo dimissionario”. Ora tutto è nelle mani del re, che ha avviato le consultazioni, prima di accettare o no le dimissioni del governo: un esecutivo che da oltre un anno cerca di dirimere, senza successo, i contrasti tra il nord fiammingo e il sud francofono del paese.