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I diritti di omosessuali e transgender all'ordine del giorno alle Nazioni Unite

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I diritti di omosessuali e transgender all'ordine del giorno alle Nazioni Unite

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66 paesi hanno lanciato un appello a favore della depenalizzazione universale dell’omosessualità.

Una dichiarazione non vincolante, ma che porta per la prima volta la questione dei diritti di gay e lesbiche sul tavolo dell’Onu. Fra gli ispiratori del testo, il segretario di Stato francese ai diritti umani Rama Yade: “È un giorno storico per la comunità gay e al di là della comunità gay, per tutti gli uomini e le donne che si battono per la dignità umana”. L’idea non raccoglie però l’unanimità alle Nazioni Unite. I firmatari sono solo un terzo dei paesi membri. L’ambasciatore siriano ha così illustrato la posizione del suo paese: “Ci preoccupa molto il tentativo di introdurre all’Onu nozioni che non hanno alcun fondamento legale in nessuna sede internazionale relativa ai diritti umani”. In particolare l’opposizione del Vaticano ha sollevato polemiche. Ma tra i paesi contrari ci sono anche Russia e Stati Uniti. Nel sessantesimo anniversario della dichiarazione dei diritti umani, in sette paesi gli omosessuali rischiano ancora oggi la pena di morte.