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Ergastolo per la mente del genocidio rwandese

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Ergastolo per la mente del genocidio rwandese

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Il cervello del genocidio ruandese condannato al carcere a vita. Il colonnello Theoneste Bagosora è colpevole di crimini di guerra e contro l’umanità secondo il tribunale penale internazionale di Arusha, in Tanzania. Stessa condanna per il colonnello Nsegiyumva, e il maggiore Ntabakuze. Considerato la mente del genocidio – 800.000 morti tra aprile e luglio ’94, Bagosora, Hutu, 67 anni, allora capo di gabinetto del ministero della Difesa ruandese, è responsabile dell’assassinio dell’allora premier Agathe Uwilingiyimana, di dieci caschi blu belgi, di diversi dirigenti politici.

Assolto invece il generale Kabiligi. Bagosora, che farà appello, ha sempre respinto la definizione di genocidio. Secondo l’accusa nel ’93 chiuse la porta ai negoziati con i ribelli tutsi del Fronte patriottico ruandese dicendo che tornava in Ruanda “per preparare l’apocalisse”. “Questa sentenza è un messaggio molto forte ai dittatori in tutto il mondo, se compiono i peggiori crimini passeranno il resto della vita in prigione” ha affermato Reed Brody di Human Rights Watch. “ C‘è voluto tempo per ottenere questo. Sono passati sette anni da quando è stato arrestato, è il tempo che ci vuole”. Human Rignts Watch fa riferimento agli altri leader nel mondo accusati di crimini di guera e contro l’umanità, come il presidente sudanese Omar al Bashir.