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Strasburgo boccia la settimana lavorativa a 65 ore

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Strasburgo boccia la settimana lavorativa a 65 ore

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La settimana lavorativa in Europa resta di 48 ore. Il parlamento europeo ha respinto la proposta di portarla a 65.

Approvando tutti gli emendamenti della commissione lavoro, l’euroassemblea ha respinto l’accordo raggiunto a giugno dai governi dei 27. Gli eurodeputati sono andati contro i governi dei 27, stabilendo inoltre che il periodo di guardia deve essere “contabilizzato” come periodo di lavoro. Una vittoria dell’Europa sociale per il relatore del rapporto Alcuni stati, come la Gran Bretagna, beneficiano di una deroga alla settimana di 48 ore grazie a una direttiva del 1993. “Il dibattito che seguirà adesso riguarda il periodo di durata della fase di deroga e che tipo di periodo di transizione avremo. Francamente mi sento di dire ai ministri britannici, ma non solo, che non mi preoccupa se si tratta di 6,7,8 anni, a patto che si ponga fine alla deroga”. Altra vittoria del parlamento: il periodo di guardia, come quello dei medici, verrà contabilizzato integralmente come tempo di lavoro Philippe de Buck, direttore generale del BussinessEurope : “Risolvere il problema delle guardie: era questo inizialmente il problema che volevamo risolvere rivedendo la direttiva. Alcuni, la commissione in primo luogo, hanno voluto allargare il dibattito e si trovano adesso contro un muro perché la nuova commissione che verrà nominata l’anno prossimo dovrà riprendere il dossier da capo”. Il voto del parlamento apre le porte a una procedura di concilizione con il Consiglio. A salutare positivamente il verdetto le migliaia di lavoratori che alla vigilia del voto avevano manifestato a Strasburgo contro la direttiva .