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Esplosivo a Parigi, scettici gli inquirenti sulla rivendicazione dei "Rivoluzionari afghani"

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Esplosivo a Parigi, scettici gli inquirenti sulla rivendicazione dei "Rivoluzionari afghani"

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Non convince del tutto gli inquirenti francesi, la rivendicazione da parte dei “rivoluzionari afghani” dell’azione dimostrativa di ieri ai grandi magazzini Printemps, nel centro di Parigi. I cinque candelotti di dinamite ritrovati dalla polizia dopo l’evacuazione completa dello stabile, erano stati accuratamente descritti in una lettera recapitata all’agenzia France Presse e spedita per posta il giorno prima. La rivendicazione chiede il ritiro dei soldati francesi dall’Afghanistan, ma viene giudicata anomala dagli analisti.

“Non era una minaccia virtuale”, dice Jean Charles Brisard, esperto di terrorismo, “ma l’ordigno era privo di detonatore. Inoltre nel testo non c‘è alcun riferimento al tradizionale linguaggio del fondamentalismo islamico”. Esattamente ventitre’ anni fa, una bomba esplose dai vicini dei grandi magazzini Printemps, le Galeries Lafayette, lasciando oltre 40 feriti in terra e seminando terrore. Anche lì all’inizio fu mistero, poi l’azione fu attribuita agli Hezbollah. In via precauzionale, il ministro dell’Interno Alliot-Marie ha disposto un rafforzamento dei controlli di sicurezza nella capitale.