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Cuba accolta nel Gruppo di Rio

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Cuba accolta nel Gruppo di Rio

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Qualcosa sta cambiando, non solo a Cuba ma anche per Cuba. L’isola è stata ammessa al Gruppo di Rio, l’organizzazione per l’integrazione regionale cui aderiscono 23 stati dell’America Latina e dei Caraibi. In piú al vertice di Costa do Sauipe, in Brasile, Raul Castro ha partecipato per la prima volta come capo di stato a un incontro internazionale fuori dal suo paese suscitando l’ammirazione del presidente messicano.

“La presenza dei nostri fratelli cubani rafforzerà il dialogo tra noi. Cuba porterà un valido contributo ai nostri progetti e alla costruzione del nostro futuro comune basato su valori condivisi”. Non sono solo parole. Al summit brasiliano, 33 paesi hanno chiesto la fine dell’embargo contro l’Avana che resiste dal 1962. Qualcuno vorrebbe anche la riammissione dell’isola nell’Organizzazione degli Stati Americani. Raul Castro incassa il successo politico del vertice e la solidarietà dei colleghi. Sfrutta l’uscita dall’isolamento per ricordare al presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, che è pronto a dialogare ma senza condizioni e su un piano di parità. Raul ha fatto del pragmatismo il suo verbo. Va bene la rivoluzione, ma servono anche i fatti. La revoca dell’embargo è in cima ai pensieri del presidente, subentrato definitivamente al fratello Fidel nel febbraio del 2008. “Piú del 70% della popolazione è nata dopo l’entrata in vigore dell’embargo. Ma state certi che nè gli embarghi, nè gli uragani divideranno il nostro popolo. Non ci sconfiggeranno”. Obiettivi ambiziosi. Per raggiungerli non basta il riconoscimento internazionale. Servono le alleanze. Per questo Raul, salvaguardata la consolidata e prospera cooperazione con il Venezuela, ha rivolto lo sguardo verso Mosca e Pechino. Le strade dell’Avana si aprono al mondo.