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Il presidente svizzero a Bruxelles

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Il presidente svizzero a Bruxelles

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Dà filo da torcere ai 27 la Svizzera, malgrado sia più vicina all’Unione con il suo ingresso nello spazio Schengen.

Lunedì in occasione della visita del presidente Pascal Couchepin a Bruxelles, l’esecutivo europeo ha manifestato i suoi dubbi sul referendum sulla libera circolazione dei cittadini, che si terrà in febbraio, e sulla riforma fiscale per le imprese. Sul referendum dell’8 febbraio, estensione a Bulgaria e Romania, (gli ultimi due paesi che hanno aderito all’Unione), degli accordi di libera circolazione dei lavoratori, Bruxelles è chiara: una bocciatura porterebbe a rompere i precedenti accordi bilaterali. Il presidente della Confederazione Pascal Couchepin si è mostrato conciliante, incontrando il presidente dell’euroesecutivo José Manuel Barroso: “Lavoreremo per far capire agli svizzeri che il prossimo voto popolare non è niente di nuovo, è semplicemente la continuazione di buone relazioni con l’Unione. Dobbiamo ricordare agli svizzeri che la Romania e la Bulgaria rappresentano un’opportunità per la Svizzera e non un rischio”. Altro punto di discussione, il progetto riforma fiscale per le imprese messo a punto dal governo svizzero. La riforma va nella direzione indicata dall’Unione, ma la confederazione rifiuta di procedere a una riforma come la intende Bruxelles. Per l’euroesecutivo, il sistema fiscale svizzero fa concorrenza sleale a quello comunitario incentivando le aziende a trasferire in Svizzera la sede legale.