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Sciopero della solidarietà a Sangatte

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Sciopero della solidarietà a Sangatte

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Pochi giorni dopo le celebrazioni per il sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo le associazioni umanitarie francesi denunciano la grave situazione dei migranti illegali nel nord del paese e hanno deciso di fare uno sciopero della solidarietà: non preparano più pasti caldi, per suscitare la reazione del governo: “All’inizio ce n’erano 250-300 – dice una volontaria -Quando sono diventati 400 abbiamo allertato le autorità, è stato l’anno scorso. Adesso ce ne sono più di 800. Chiediamo che lo stato si assuma le proprie responsabilità”.

A Sangatte, vicino a Calais, fino al 2002 c’era un centro di accoglienza che l’allora ministro dell’interno Nicolas Sarkozy decise di smantellare. Adesso c‘è una piccola struttura con solo 4 docce per 800 persone. Ci sarebbe un’altra sistemazione a 50 km, ma i migranti clandestini non ci vanno. “Non è lo stato che ha deciso di lasciarli per strata – dice la prima cittadina di Calais Natacha Bouchard – È di loro spontanea volontà che i migranti non accettano nessuna altra soluzione, neanche temporanea”.

Il centro di accoglienza esistente è troppo lontano dalla loro rotta, che porta verso lInghilterra. Così centinaia di persone, vivono nell’ombra, nelle boscaglie intorno a Calais, aspettando di intrufolarsi in qualche TIR in partenza per le isole britanniche. In questo periodo, dicono i volontari, sono soprattutto Afghani, eritrei e sudanesi.