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Detroit rischia di diventare città fantasma

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Detroit rischia di diventare città fantasma

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Dopo la bocciatura del Senato americano al piano di aiuti per il settore automobilistico, Detroit rischia di diventare la città dei ricordi e della nostalgia. L’undicesima città più grande d’America deve ora fare i conti con la peggiore crisi del settore. Nella regione di Detroit oltre 81mila persone lavorano per General Motors, circa 61mila per Ford, 43 mila per Chrysler e più di 20 mila per Visteon, l’azienda realizzatrice di componentistica per automobili.

Eppure la crisi ha radici più profonde, come spiega questo analista: “La crisi attuale ha avuto inizio cinque,dieci,quindici anni fa. Ci sono stati degli errori strategici, si sono fatti aumentare i costi in maniera esponenziale, troppa generosità, troppe spese”. Negli anni ’80 il 40% degli abitanti di Detroit ha abbandonato l’industria per spostarsi nel terziario e in dieci anni, dal 1997 al 2007, la produzione di auto è scesa del 6%. Nello stato del Michigan si contano ancora 120 aziende legate all’indotto. E se già oggi quasi il 34% degli abitanti vive sotto la soglia di povertà, le previsioni non annunciano nulla di buono. I licenziamenti sono una tappa obbligata, entro il 2009 ne sono previsti almeno 80mila, in una regione che detiene già il primato americano del tasso di disoccupazione.