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La Costituzione post-sovietica ha 15 anni

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La Costituzione post-sovietica ha 15 anni

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Il presidente russo Dmitri Medvedev ha approfittato della cerimonia per il quindicesimo anniversario della Costituzione per difedere gli emendamenti da lui presentati, già approvati dai due rami del parlamento di Mosca e ora in attesa dell’ultimo via libera necessario, quello dei parlamenti regionali. Medvedev vorrebbe portare da 4 a 6 anni il mandato del capo dello stato e da 4 a 5 anni quello dei parlamentari. “La costituzione è la legge fondamentale che tuttavia non giunge dal cielo ma è il risultato di un accordo pubblico ha detto Medvedev – Gli accordi possono mutare, quel che conta è non stravolgere il testo alla base”.

Non la pensa così quel che resta dell’opposizione. Un invitato al Cremlino ha cercato, invano, di interrompere il discorso del presidente per dirlo, ma è stato trascinato fuori dalla sala. Secondo i liberali di Iabloko la riforma rischia di riportare la Russia indietro ai tempi dell’URSS. Il leader Sergei Mitrokhin: “Non vogliamo che in Russia ci siano dei dirigenti a vita. Quello di oggi è un primo passo in questa direzione”. La Costituzione fu varata dal primo presidente della Russia post sovietica Boris Eltsin nel dicembre del 1993 con un referendum, dopo la repressione a colpi di cannone del ribelle soviet supremo, i cui deputati si barricarono all’interno del palazzo. Alla fine sul campo rimasero circa 160 morti e il nuovo parlamento, la Duma, che permane tuttora.