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Accordo su clima: gli ambientalisti critici

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Accordo su clima: gli ambientalisti critici

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L’Unione mantiene l’impegno di ridurre le emissioni di CO2 nel 2020 tenendo come anno di riferimento il 1990. Malgrado i cambiamenti che sono stati apportati al testo presentato dalla commissione, l’obiettivo “3volte 20” viene ribadito: nel 2020 l’Europa ridurrà del 20% le emissioni di gas a effetto serra, incentiverà l’usuo delle energie rinnovabili e produrrà un risparmio energetico sempre pari al 20%.

Per ridurre a più miti consigli i paesi dell’Europa dell’Est, con Polonia in testa, fino alla fine contrari al pacchetto, i 27 hanno deciso di far pagare loro le quote inquinanti integralmente a partire dal 2020 e non a partire dal 2013. Anno in cui la stragrande maggioranza delle industrie europee, invece, comincerà a pagare per inquinare. Italia e Germania hanno ottenuto che alcuni settori che ritenevano più esposti, come quello manifatturiero in Italia, possano benefiare di altrettante deroghe. Un accordo al ribasso per le Ong e le organizzazioni ambientaliste che parlano di insuccesso. Critico il verde Claude Turmes: “Il 96% delle imprese europee non dovranno pagare per inquinare, il 96% delle imprese, dico! Ci sarà però un 4% che dovrà applicare il principio inquinare-pagare. Cosa che non è normale”. Gli ambientalisti si rivolgono adesso al parlamento europeo, che voterà il pacchetto, in prima lettura, la prossima settimana. Chiedono che l’euroassemblea modifichi il testo.