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Topolanek : "L'Unione europea soffre perchè ci sono troppe regole"

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Topolanek : "L'Unione europea soffre perchè ci sono troppe regole"

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Mirek Topolanek è il primo ministro ceco in carica e dal primo gennaio assumerà la presidenza dell’Unione europea. É la prima volta che il paese ha la guida dell’Europa. Un occasione per conquistare l’attenzione e la fiducia dei partner. Molti temono che il crescente euroscetticismo registrato a Praga, condizionerà la sua azione. Topolanek deve fare i conti anche con la non ancora avvenuta ratifica del Trattato di Lisbona. Insomma è tra due fuochi: le resistenze interne e la diffidenza europea.

Sergio Cantone, corrispondente di euronews da Bruxelles: Primo Ministro, benvenuto a euronews. Prima di tutto non teme che le tensioni tra le forze politiche e persino le istituzioni del suo paese indeboliscano la sua posizione come presidente dell’Unione europea?

Mirek Topolanek, Primo Ministro ceco: “Non credo che la situazione sia diversa negli altri paesi. La prossima settimana probabilmente avrò un incontro con l’opposizione. Stabiliremo insieme delle regole di condotta per la durata della presidenza. Credo che troveremo un accordo perchè è nell’interesse nazionale del Paese dimostrare che siamo capaci di fare da mediatori in Europa. Per questo non sono affatto preoccupato”.

euronews: Le tensioni sono interne al suo partito, che è anche il partito del presidente, il quale rivendica le proprie posizioni euroscettiche. É possibile un accordo in queste condizioni?

Topolanek: “Intanto devo informarla che il mio partito non è più quello di Waclaw Klaus. Waclaw Klaus ha tagliato definitivamente i legami con il partito da lui fondato. Ma questa è una buona notizia, perchè un presidente deve essere al di sopra delle parti. Non credo che la nostra situazione politica interna sia peggiore di quella dei nostri vicini. Io non voglio ora dare un giudizio sulla grande coalizione in Germania, non voglio parlare dei problemi dell’Austria, oppure delle tensioni del Belgio e in tutti gli altri paesi dell’Unione. Non credo che le discussioni politiche e le tensioni dei singoli stati debbano influenzare la presidenza. Certo non influenzeranno la mia”.

euronews: Tutti i paesi che lei ha citato, i cui governi sono formati da coalizioni deboli, sono però tutti apertamente filo-europei, più o meno. Non è cosí per la Repubblica ceca dove i contrasti tra filoeuropei ed euroscettici sono molto accesi e condizionano il dibattito per la ratifica del Trattato di Lisbona…

Topolanek: “Questa è un po’ una discussione artificiosa. Mi considero molto filoeuropeo ma ho delle riserve su molte questioni. Allora dovrei essere considerato un euroscettico pure io. Questo dimostra che si tratta di una discussione artificiosa. I cechi, in generale, sono filoeuropei, certo più degli austriaci e di altre nazioni. Il vero dibattito deve riguardare l’integrazione, il progetto europeo nella sua complessità e gli strumenti per attuarlo, piuttosto che chi è contro l’Unione europea, chi è contro la Comunità europea”.

euronews: Lei sta per assumere la presidenza dell’Unione europea. Non teme che l’attuale presidenza, quella francese, oscuri la vostra attività, con proposte tipo quella che tutti i vertici economici o che riguardino Eurolandia si tengano in Francia?

Topolanek: “Non è la prima volta che capita. E non dipende solo dal fatto che Nicolas Sarkozy sia una persona molto impulsiva e decisa. Se non si trova una soluzione in cinque minuti, Sarkozy sfodera il suo temperamento e cerca di andare subito al cuore del problema. Non mi dá nessun fastidio. Io sono come lui. E poi la Francia ha sempre avuto la tendenza a prolungare un po’ la propria presidenza”.

euronews: É d’accordo con la Francia e con altri paesi sul fatto che sia necessario un più rigido controllo del mercato finanziario per uscire dalla crisi?

Topolanek: “Sono d’accordo con quei paesi che pensano che gli interventi debbano essere coordinati, che debba esserci un controllo rigido sul mercato dei derivati per renderlo sicuro. La Repubblica ceca non è la sola a ritenere che debba essere previsto un forte controllo nazionale e che, piuttosto che introdurre un nuovo sistema, valga la pena perfezionare e rendere piú efficace l’attuale legislazione”.

euronews: Non crede che una regolamentazione europea più rigida sia assolutamente necessaria? Sono molti i paesi che la invocano….

Topolanek: “Sono convinto che l’Unione europea soffra di eccesso di regole. Al Consiglio europeo si sono levate delle voci che definiscono completamente sbagliata la politica delle regole sostenuta da Barroso e della sua Commissione. Io non credo francamente che sia sbagliata. Io credo che la crisi finanziaria sia qualcosa che l’Europa non vedeva dagli anni Trenta del secolo scorso. Però non possiamo cambiare tutte le regole”.

euronews: Lei crede che l’Unione europea, sotto il suo semestre di presidenza, debba raggiungere un accordo con la Russia? Le collaborerà con gli Stati Uniti per la creazione dello scudo antimissile?

Topolanek: “É chiaro che il fatto di costruire una base nel territorio della Repubblica ceca peggiori inevitabilmente i rapporti con la Russia. Ma gli stessi russi ammettono che se la base non fosse prevista nel nostro territorio, ci sarebbero molti meno problemi. É un problema geopolitico più ampio. Per noi è una priorità, soprattutto perchè il piano in sei punti firmato da Sarkozy con Mosca non viene rispettato. Ma bisogna continuare il dialogo con la Russia e lo stiamo facendo, a Ginevra. La Russia non può chiamarsi fuori da questo dibattito e noi vogliamo assolutamente che la discussione vada avanti. D’altra parte, quando l’ultimo soldato sovietico abbandonò il nostro territorio il 30 giugno 1991, abbiamo dovuto fare i conti con i problemi dell’energia, della politica estera. Per questo motivo è un bene far parte dell’Unione europea…”