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Un vertice, tre accordi

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Un vertice, tre accordi

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Tre i temi principali, tre le intese per un vertice storico. Così il presidente dei 27 Nicolas Sarkozy sul summit europeo, che si è concluso a Bruxelles. I 27 hanno detto sì al pacchetto clima energia, al piano di rilancio economico-finanziario e a rimettere in marcia il processo di Lisbona.

Come ha confermato Sarkozy: “Il processo di Lisbona è stato rilanciato, sarà indetto un nuovo referendum in Irlanda, perché questo fosse possibile abbiamo concordato sul fatto che se il trattato verrà ratificato da tutti gli stati membri, ciascuno stato avrà un commissario”. Le riserve di Italia, Germania e Polonia al piano energetico sono state sciolte già nella serata di giovedì. La maggiorparte delle industrie europee dovranno pagare le quote inquinanti a partire dal 2013. Con varie deroghe negoziate, la percentuale di permessi a pagamento sarà molto bassa fra 5 anni, aumenterà però progressivamente entro il 2020. L’occhio di riguardo riservato agli stati membri dell’Europa dell’Est è stato giustificato così da Sarkozy. “Un paese come la Polonia di 38 milioni di abitanti dipende dal carbone per il 95% del suo fabbisogno energetico. Se non permettiamo di diluire nel tempo il suo sforzo, significherebbe aumentare del 200 300% il prezzo dell’elettricità per i polacchi. Non è possibile, non è socialmente accettabile. D’accordo anche sul piano di rilancio economico finanziario, che consiste in un’iniezione di 200 miliardi di euro, pari all’1,5% del pil europeo, che serviranno per ridare impulso alla produzione. Sulla riduzione dell’Iva i 27 sembravano essere giunti a un sì, ma alla fine hanno preferito rimandare il dossier a marzo.