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'Dopoguerra' del britannico Tony Judt vince il Premio del libro europeo

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'Dopoguerra' del britannico Tony Judt vince il Premio del libro europeo

'Dopoguerra' del britannico Tony Judt vince il Premio del libro europeo
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“Dopoguerra” del britannico Tony Judt è il vincitore del Premio del libro europeo. Selezionato tra 88 opere, tra saggi e romanzi, questo affresco storico del continente europeo è stato premiato con una cerimonia a Bruxelles. L’autore per ragioni di salute è dovuto restare a New York, dove insegna da una ventina d’anni. “Quello che a tutti interessa – dice – non sono i probleimi dell’Europa ma come gli europei ce l’hanno fatta. In particolare, parlando del mio libro, come l’Europa ha superato il suo passato”.

Il sottotitolo è “Com‘è cambiata l’Europa dal ’45 a oggi”. Il libro ripercorre gli eventi storici che hanno segnato il continente, ma si interessa ampiamente anche ai fenomeni culturali e di costume. “Il problema, scrivendo la storia dell’Europa – continua Judt – è che non è mai possibile fare giustizia ed è molto semplice finire su un livello di comprensione poco appropriato”. “Dopoguerra” è stato premiato perchè delineando la storia recente d’Europa, tende a tracciare un’identità futura, basata sulla memoria. Javier Solana, alto rappresentante per la politica estera europea: “Se qualcuno vuole sapere che cosa è successo in questo continente dopo la seconda guerra mondiale, bisogna che legga questo libro”. Il premio, creato da Jacques Delors, quest’anno è alla seconda edizione. L’anno scorso aveva vinto l’ex premier belga Guy Verhofstadt, che commenta il premio facendo riferimento al NO degli irlandesi al referendum sul Trattato di Lisbona: “E’ un libro notevole che spiega che cos‘è successo durante gli ultimi anni e forse è un libro che bisognerebbe regalare agli irlandesi, così la prossima volta votano SI !”