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Sesto giorno di protesta in Grecia

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Sesto giorno di protesta in Grecia

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Un gruppo di giovani ha circondato gli uffici del sindaco di Atene, e ne ha bloccato l’entrata.

Alcuni studenti dicondo di volere intraprendere questo tipo di azioni, più mirate, per protestare contro la morte del giovane Alexis Grigoropulos, ucciso da un poliziotto. Ma in altre zone della città la guerriglia urbana continua. Giovani e polizia si sono scontrati davanti alla prigione della capitale, la più grande del paese e davanti al facoltà di agronomia. Attaccate anche alcune stazioni di polizia. Molti licei e i principali atenei restano occupati. Di fronte ai gravi danni economici provocati dai disordini, il premier Costas Caramanlis tenta di rassicurare cittadini e negozianti: “Il governo è determinato non solo a ristabilire l’ordine e la sicurezza, ma anche ad aiutare tutti i negozianti a rimettersi in piedi, perchè mantegano il loro personale, in questo periodo prenatalizio”. Secondo i primi risultati dell’autopsia, la pallottola che ha ucciso Alexis è arrivata di rimbalzo. Il poliziotto che l’ha sparata sostiene di non aver mirato sul ragazzo. Alcuni testimoni sosterrebero il contrario. A decidere saranno i giudici. Per ora l’agente è accusato di omicidio volontario, il collega che si trovava con lui di complicità.