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La crisi dell'auto in Europa

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La crisi dell'auto in Europa

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Favorire produzione e “ricerca e sviluppo” nel settore dell’auto: sono gli obiettivi del piano disposto dalla Svezia a sostegno dell’industria automobilistica. Stoccolma mobiliterà 28 miliardi di corone, pari a oltre due miliardi di euro, per dare ossigeno al settore, alla stregua degli aiuti americani, come spiega il ministro delle finanze Anders Borg: “Con queste misure abbiamo trovato una struttura che ci consente, con grande impegno per le casse pubbliche, di gettare le basi per la risoluzione dei problemi reali dell’industria automobilistica”.

Il costo della crisi mondiale lo stanno pagando quasi tutte le aziende e non solo le filiali in Europa dei colossi di Detroit: Volvo e Saab. In Germania, le vendite di vetture sono crollate ai livelli minimi dal 1990 e Valkswagen ha già chiesto aiuti allo stato. Gli alti costi della produzione rischiano di tagliare fuori dal mercato queste aziende. L’obiettivo di molte case automobilistiche, infatti, nel breve periodo, resta quello di ridurre le perdite attraverso il contenimento dei costi. La strada scelta, per ora, resta la chiusura temporanea di alcune sedi. “Non possiamo ignorare la crisi dell’auto. – spiega questo analista – L crisi potrebbe protrarsi nel 2009 con rischi per la produzione e per il mercato del lavoro.” La crisi dell’auto colpisce anche la Spagna, dove i i dipendenti dello stabilimento Renault di Valladolid hanno iniziato uno sciopero in vista di tagli al personale.