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Grecia: carcere fino al processo per gli agenti implicati nella morte di Alexis

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Grecia: carcere fino al processo per gli agenti implicati nella morte di Alexis

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Carcere preventivo sino all’apertura del processo. Questa la decisione della giustizia greca per i due poliziotti implicati nella morte di Alexis Grigoropulos, uccisione che ha fatto piombare il Paese nel caos.

Le prime analisi sembrano indicare che il proiettile che ha colpito il giovane sia deformato. Ma per trarne una conclusione bisognerà attendere le perizie definitive.

“Il mio cliente ha sparato un colpo in aria per salvarsi la vita” spiega l’avvocato difensore “ed ora, a causa di una drammatica casualità, la morte di un ragazzo che sconvolge tutti noi, lui e la sua famiglia stanno per essere distrutti”.

Alexis, 15 anni, è stato sepolto ieri ad Atene: oltre 2000 persone hanno partecipato alla cerimonia funebre. Ma oggi l’opinione pubblica ellenica è già alle prese con un nuovo shock: immagini girate dopo i fatti di sabato scorso, durante i disordini degli ultimi giorni, dimostrerebbero che per le forze dell’ordine greche il ricorso a colpi d’arma da fuoco, seppure a scopo dissuasivo, non è un’eccezione.

La morte dello studente ha innescato scontri fra manifestanti e polizia che solo ora, dopo 5 giorni di guerriglia nelle principali città del Paese, hanno accennato a diminuire. Le barricate e le auto in fiamme che ricordano le vicende francesi del due mila cinque si sono ripetute stanotte solo ad Atene e Salonicco. Ma per il governo di Costas Karamanlis, ulteriormente indebolito dallo sciopero generale di ieri, la strada per uscire dalla crisi resta tutta in salita.