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Ancora scontri in Grecia, nel giorno dei funerali di Alexis

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Ancora scontri in Grecia, nel giorno dei funerali di Alexis

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I funerali di Alexis Grigoropulos, ucciso dal proiettile di un poliziotto, non hanno riportato la calma in Grecia. Ancora una notte di guerriglia urbana, di scontri fra polizia e manifestanti. La quarta notte fatta di molotov e sassaiole da un lato, di gas lacrimogeni e arresti dall’altro.

Oggi è il giorno in cui la crisi, in Grecia, mostra definitivamente il suo risvolto politico. A discapito dell’appello lanciato dal Primo ministro Costas Karamanlis, tutti i sindacati uniti confermano lo sciopero nazionale programmato da tempo.

Le forze dell’ordine restano al centro delle polemiche. Amnesty International accusa la polizia greca di ricorrere in maniera sproporzionata e illegale alla forza. Intanto aumenta il numero delle persone arrestate: ormai più di 200 dall’inizio dei disordini. Dopo la breve parentesi di calma durata solo il tempo dei funerali del quindicenne ucciso sabato, le proteste sono ricominciate, nella capitale, a Salonicco, Patrasso e in altre città della penisola ellenica.

L’agente che sabato ha sparato è stato arrestato e accusato d’omicidio doloso. I risultati dell’analisi balistica diranno se il proiettile ha colpito di ribalzo il giovane come sostiene il poliziotto o se, come dicono alcuni testimoni, quest’ultimo ha mirato al petto.

Intanto, davanti al parlamento, ad Atene, è cominciata una protesta non violenta contro l’operato delle forze dell’ordine e contro il governo.