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La crisi di Sony pesa sull'economia nipponica in recessione

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La crisi di Sony pesa sull'economia nipponica in recessione

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Viaggia su livelli superiori alle attese la recessione economica che ha colpito il Giappone e le più grosse imprese nipponiche. Sony ha annunciato il taglio di 16 mila dipendenti, di cui metà fissi e metà precari e stagionali. I tagli occupazionali, che per i dipendenti rappresentano il 4% dell’intera forza lavoro, rientrano nel programma di ristrutturazione avviato dal colosso elettronico per fronteggiare la crisi. Il gruppo che opera per il 70% nell’elettronica, per il 14% nei videogiochi e per 10% nei film, contrarrà gli investimento del 30% proprio nel comparto principale. Entro il 2010 conta di arrivare a un risparmio di circa 850 milioni di euro annui.
Il crollo della produzione delle aziende giapponesi ha avuto pesanti conseguenze sull’economia del paese. Il pil del terzo trimestre ha segnato un -1,8%, quasi sei punti percentuali in meno in confronto al primo trimestre. E le prospettive per il 2009 non lasciano sperare in una ripresa. La contrazione della domanda avrà delle ripercussioni sulle scorte aziendali e sulla ricchezza del paese, accentuate dall’incidenza del prezzo del petrolio e della concorrenza di altre paesi emergenti come Cina e India.
Dall’inizio dell’anno molte aziende nipponiche quotate in borsa sono fallite e il valore al ribasso di quelle incrisi allarma gli analisti che temono un ulteriore arresto della crescita.