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I rischi per l'occupazione nel settore dell'auto

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I rischi per l'occupazione nel settore dell'auto

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La crisi europea del settore automobilistico non sembra dar tregua. In molti stabilimenti d’Europa i dipendenti hanno iniziato una serie di assemblee per tentare di capire quanti di loro perderanno il posto di lavoro. La Germania è tra i peasi del Vecchio Continente più colpiti.
“In questa situazione – spiega un analista del mercato dell’auto – molti lavoratori potranno essere licenziati, altri non riceveranno aumenti di stipendio per i prossimi anni”.
Il gruppo tedesco Mercedes-Benz ha annunciato un calo delle immatricolazioni a novembre del 25%, pari a circa 85 mila veicoli in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I dipendenti si sono riuniti in assemblea per esaminare gli effetti della crisi sull’occupazione.
Nel mese scorso il paese che ha registrato il crollo più pesante delle vendite di auto è stata la Spagna, con le immatricolazioni dimezzate rispetto allo stesso periodo del 2007, seguono Gran Bretagna, Italia, Germania e Francia.
Il gruppo Peugeot-Citroen ha disposto la chiusura tempranea di alcuni stabilimenti, avviando misure di licenziamento parziale. Il blocco temporaneo della produzione di alcune officine è stato annunciato anche dal gruppo Renault.
“E’ l’ultimo giorno, avremo tre settimane di chiusura forzata – dice questo dipendente Peugeot – E tuttavia noi siamo fortunati rispetto a quelli che non sono garantiti dalle stesse condizioni contrattuali”.
Le speranze per la ripresa sono risposte nel pacchetto di aiuti al settore disposto dal governo francese, tra cui gli incentivi all’acquisto.