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Due indiani arrestati per le stragi di Mumbai

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Due indiani arrestati per le stragi di Mumbai

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Le autorità indiane hanno arrestato due persone con l’accusa di aver collaborato con gli esecutori delle stragi di Mumbai. I due avrebbero fornito ai membri del commando le sim card per cellulari usate per comunicare durante l’azione.

Se i due, fermati a Calcutta, risultassero coinvolti, si tratterebbe di un elemento ulteriore a conferma delle complicità indiane dei mandanti e degli esecutori degli attacchi armati.

L’India, già subito dopo le stragi di Mumbai, accusò il vicino Pakistan, paese a maggioranza musulmana, registrando un immediato aumento della tensione diplomatica tra i due paesi, entrambi dotati di armi nucleari.

Gli attentati di Mumbai, compiuti da un commando di dieci uomini armati che ha preso di mira i grandi alberghi internazionali della città e il centro ebraico, sono costati la vita a 171 persone.

In tutto il paese l’allarme resta alto. A Nagpur, una località dell’India occidentale, con una telefonata anonima è stata fatta ritrovare una carica esplosiva all’interno di un ospedale.