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La crisi del lavoro si ripercuote sul petrolio

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La crisi del lavoro si ripercuote sul petrolio

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I dati negativi sul mercato del lavoro americano trascinano ancora più in basso le quotazioni del petrolio. Gli analisti temono le ripercussioni dell’aumento dei disoccupati sulla domanda del greggio, e questo non solo da parte dei paesi già colpiti dalla recessione, ma anche da quelli che, come la Cina, sono destinati, nei prossimi mesi, a registrare un forte indebolimento della crescita. Dal mese di luglio, i prezzi sono scesi di oltre 100 dollari al barile. La domanda, per il 2009, dovrebbe rimanere quasi uguale a quella attuale.

Il mercato, intanto, aspetta il prossimo vertice dell’Opec. I paesi esportatori il 17 dicembre decideranno, in Algeria, se abbassare le quote di produzione. L’agenzia internazionale dell’energia, inoltre, ha rivisto al ribasso, per i prossimi mesi, le stime sulla domanda mondiale di prodotti petroliferi. “A mio avviso, il prezzo dovrebbe scendere. Il costo del greggio nelle ultime settimane è crollato, a differenza del gasolio. Spero che ci sia margine per ulteriori ribassi alla pompa”. I prezzi al consumo del carburante, infatti, non hanno segnato un calo proporzionale a quello del greggio.