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Andrius Kubilius, neo Primo ministro lituano

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Andrius Kubilius, neo Primo ministro lituano

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Andrius Kubilius, conservatore, è il neo primo ministro della Lituania. Tra le grandi sfide che l’attendono c‘è lo smantellamento della centrale nucleare di Ignalina entro il 2009, condizione necessaria per l’ingresso nell’Unione Europea. Una scadenza per alcuni troppo vicina – la Lituania ha bisogno di almeno due anni per evitare il blackout; né vuole acquistare altro gas dalla Russia. Una situazione che rischia di congelare i rapporti con Bruxelles.

euronews – Primo ministro, innanzitutto, cosa intende fare la Lituania della centrale di Ignalina? Conta di rispettare i patti stabiliti per l’ingresso nell’Unione Europea in merito alla sua chiusura?

Andrius Kubilius: “Sul lungo periodo siamo certi che insieme all’Unione Europea, alla Commissione, risolveremo il problema dell’approvvigionamento energetico nell’area baltica. Stiamo discutendo sugli eventuali problemi che nel breve periodo potrebbero sorgere, in seguito alla chiusura di Ignalina. Che il termine sia il 2009 pone qualche difficoltà, non siamo certi che le riserve di energia saranno sufficienti per l’intera regione.”

en – C‘è poco tempo, pero’, solo un anno….

AK – “Abbiamo bisogno di stabilire quanto prima un ponte elettrico con la Svezia per il rifornimento, questo permetterebbe di sentirci piu’ al riparo da eventuali carenze.”

en – Pensa che questo ponte elettrico tra Svezia e Lituania sarà pronto per il 1° gennaio 2010?

AK – “Non sono in grado di darLe una risposta, non so se la Commissione ne abbia una, su ciò che faremo all’inizio del 2010, se in Lituania avremo un inverno freddo, se vi sarà carenza di elettricità. L’unica soluzione sarà di comprarla dalla Russia. Se poi diamo retta agli esperti internazionali, sembra che la stessa Russia avrà dei problemi in termini di fabbisogno interno, soprattutto durante l’inverno.”

en – L’impressione che si ha, pero’, non è che la Russia non sia in grado di fornire l’energia necessaria, quanto piuttosto che voi non vi fidiate, politicamente intendo, della Russia. E’ vero?

AK – “La chiusura dell’oleodotto di Druzhba, utilizzato per rifornire di petrolio le raffinerie a Mozeike, è stata fatta dalla Russia solo per ragioni politiche, solo perché abbiamo venduto la raffineria a una società polacca e non russa. Ovviamente questo non alimenta la nostra fiducia nei confronti della Russia…. comunque, fiducia o non fiducia, la questione vera è quale sia, dal punto di vista fisico, la capacità di approvvigionamento. Ci sono tante stime, alcune dicono che non c‘è possibilità di produrre elettricità o gas sufficiente, o di produrre abbastanza elettricità dalle riserve di gas.”

en – La centrale nucleare di Visaginas, la nuova Ignalina, pensa che verrà costruita?

AK -“E’ una sfida riuscire a mettere d’accordo quattro o piu’ paesi, basti pensare al caso dell’Airbus. Si tratta di paesi che non hanno grande esperienza nel trattare questioni di questo tipo, ma sono certo che ce la faremo.”

en – C‘è chi dice che il problema sia che la Lituania voglia guidare il progetto, e l’intero gruppo, E’ vero?

AK – “Certo che noi rivendichiamo una certa leadership perché ci stiamo assumendo anche grandi responsabilità accettando questa grande centrale nucleare sul nostro territorio. Puntiamo a un accordo estremamente dettagliato: quale percentuale per ogni azionista, come ottenere la giusta capacità produttiva, cose del genere. I polacchi dicono di avere veramente bisogno di partecipare al nostro progetto per una nuova centrale nucleare perchè la capacità delle loro riserve è bassa, soprattutto nel nord-est della Polonia. Certo useranno la loro partecipazione nella nuova Ignalina come una sorta di formazione sul campo. Secondo me la Polonia avrà una centrale nucleare tra quindici o vent’anni, ne sono sicuro. Il nostro obiettivo per ora è di procedere nella stesura di un accordo politico molto chiaro, e un accordo economico altrettanto chiaro per la costruzione della centrale nucleare di Visagina.

en – I problemi di leadership comunque restano, problemi tra i vari paesi, problemi politici… perché quando si arriva a parlare del ponte elettrico ci sono divergenze di opinione tra i paesi baltici…

AK – “Nel caso della Lituania e della Lettonia è chiaro che siamo entrambi pronti, sia dal punto di vista economico che delle infrastrutture, per realizzare il ponte elettrico con la Svezia. In Lettonia sono leggermente indietro, ci sono questioni di orgoglio nazionale, e probabilmente, di natura economica.”

en – Pensa che senza Ignalina sarà più difficile riuscire a tenere fede agli impegni presi nella lotta al cambiamento climatico?

AK – “I negoziati procedono con la Commissione per aumentare le nostre quote di emissione; sappiamo bene ciò che dobbiamo fare per risparmiare energia soprattutto per il riscaldamento – la grande sfida è rinnovare gli appartamenti, abbiamo palazzi che utilizzano il doppio di energia rispetto a quelli di nuova generazione. Si tratta di grandi numeri, abbiamo almeno 27mila appartamenti da rinnovare.”

en – “Ci vogliono molti soldi..”

AK – “Certo.”

en – Dove li troverete?

AK – “Una grossa mano verrà dall’Unione Europea, e poi qualsiasi altra fonte di finanziamento sarà di grande aiuto. Anche il risparmio energetico implica risparmio di denaro, che stiamo impiegando per acquistare gas dalla Russia. Nel medio termine, in ogni caso, attuare il programma che abbiamo in mente sarà una bella scommessa.”