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Thailandia, la corte ordina la dissoluzione del governo

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Thailandia, la corte ordina la dissoluzione del governo

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La Corte costituzionale della Thailandia ha disposto la dissoluzione dei tre principali partiti di governo e l’interdizione dei suoi leader per cinque anni. Il Partito del potere del popolo, a cui appartiene l’attuale primo ministro, e i suoi principali alleati, sono stati riconosciuti colpevoli di frodi durante le elezioni del dicembre 2007.

Il premier Somchai Wongsawat dovrà rassegnare le dimissioni, ma questo non implica che si terranno elezioni anticipate. I sei partiti che formano l’esecutivo hanno infatti annunciato che si riuniranno in una nuova forza politica, in cui confluiranno i rappresentanti che non sono stati oggetto di interdizione. Come a dire che la tensione politica che regna da mesi in Thailandia non sembra destinata a stemperarsi con la sentenza della corte, anche se questa ha dato oggi motivo di gioire ai militanti dell’opposizione, che chiedono le dimissioni del premier. Ieri la situazione è stata sul punto di degenerare, in seguito all’esplosione di una bomba all’aeroporto nazionale di Bangkok, occupato dagli attivisti anti-governativi. L’attentato ha ucciso un manifestante e ne ha feriti una ventina. Sembra invece arrivata una svolta per i turisti bloccati da giorni in Thailandia a causa dell’occupazione dello scalo internazionale. Attivisti e autorità aeroportuali avrebbero concordato una ripresa del traffico aereo nelle prossime 24 ore.