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Esautorato il primo ministro, l'opposizione sgombera gli aeroporti

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Esautorato il primo ministro, l'opposizione sgombera gli aeroporti

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Festeggia l’opposizione thailandese, per quella che al momento è una vittoria, persino al di là delle attese: la Corte Costituzionale ha destituito il primo ministro Somchai Wongsawat, e lo ha interdetto dall’attività politica per cinque anni. La notizia non era inattesa, perché la corte è considerata parte dell’establishment giudiziario-militare che appoggia il movimento anti-governativo, il PAD, o Alleanza Popolare per la Democrazia. Saputo della sentenza, i manifestanti che occupano gli aeroporti della capitale da una settimana hanno detto che sgombereranno gli scali nelle prossime ore.

Di segno opposto la reazione dei manifestanti filo-governativi, che si erano assembrati davanti alla Corte Costituzionale, e che hanno tentato di entrare, bloccati dall’esercito. I manifestanti del Ppp, (Partito del Potere del Popolo, quello del premier Somchai), si sono poi concentrati della capitale, per ascoltare i loro leader. Oltre a destituire il premier, la Corte ne ha messo al bando il partito, insieme ad altri due movimenti della coalizione governativa. Ma il Ppp aveva già da tempo costituito un altro partito, il Puea Thai, nel quale confluirà ora la gran parte degli iscritti. Ed è la nuova formazione che, l’8 dicembre, sceglierà un nuovo premier, nel tentativo di evitare le elezioni anticipate. Per un azzardo del calendario, il Re Bhumibol Adulyadej doveva passare in rassegna le truppe, in occasione di una cerimonia annuale. Il monarca aveva già più volte invitato l’esercito a non intervenire nella crisi.