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Proteste in Islanda contro la crisi: dito puntato su governo e banche.

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Proteste in Islanda contro la crisi: dito puntato su governo e banche.

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Una festa amara per l’Islanda. Nel giorno del 90esimo anniversario dell’autonomia nazionale, ieri migliaia di islandesi sono scesi in piazza a Reykjavik per manifestare contro il governo e le banche accusate di essere i responsabili della grave crisi economica che sta mettendo in ginocchio il paese.

E nonostante le dure proteste il primo ministro Geir Haarde ha annunciato di non aver alcuna intenzione di abbandonare il suo incarico e voler guidare l’Islanda in questo periodo di crisi che, secondo le previsioni, potrebbe persino peggiorare nel 2009.

Nel mirino non solo le istituzioni ma anche gli istituti di credito. Momenti di tensione all’ingresso della Central Bank islandese tra centinaia di correntisti e forze di polizia. Dopo anni di crescita esuberante, il paese, fiero della sua indipendenza dall’Unione europea, e’ al collasso: l’inflazione è alle stelle: 15,9%. Senza contare il crack delle principali banche e la conseguente richiesta di un piano di salvataggio al Fondo Monetario Internazionale, tramite un prestito da 2,1 miliardi di dollari.