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India e Pakistan, tensione in aumento

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India e Pakistan, tensione in aumento

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Dopo la violenza a Mumbai è ora il tempo della riflessione. Mentre le oltre 200 vittime dei due giorni di violenza vengono commemorate con una infinità di iniziative, cominciano a saltare le prime teste eccellenti. Il ministro dell’Interno indiano ha annunciato le proprie dimissioni, assumendo su di se la responsabilità di non essere riusciti a prevenire gli attentati.

E mentre aumenta nel paese la domanda di iniziative straordinarie, il governo di Nuova Dehli annuncia le prime misure.

“Condividiamo con la gente la rabbia e il senso di oltraggio”, ha detto il premier Singh. “Sono già operative diverse iniziative per mettere fine alla situazione attuale e siamo determinati a fare anche quello che rimane da compiere. In via preliminare stiamo rafforzando le frontiere marittime e aeree”.

Dopo la notizia che tutti i membri del commando erano pakistani, in tutta l’India ma particolarmente a Mumbai si sono svolte manifestazioni per chiedere al governo di usare il pugno di ferro nei confronti del Pakistan. Il rischio è che la logica degli opposti estremismi finisca per portare alla rottura dei negoziati, proprio ora che a Islamabad siede un governo non militare.

Nella regione è attesa per mercoledi una visita del segretario di stato Usa Rice, inviata personalmente dal presidente Bush che si è detto “solidale” con gli indiani.