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Dopo Mumbai accuse al Pakistan. Sempre più tesi i rapporti tra Nuova Dehli e Islamabad

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Dopo Mumbai accuse al Pakistan. Sempre più tesi i rapporti tra Nuova Dehli e Islamabad

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Il massacro di Mumbai rende ancora piu difficili i rapporti tra India e Pakistan. Per il primo ministro indiano Manmohan Singh l’attacco terroristico è stato opera di “elementi” pakistani. Islamabad – ha aggiunto il capo del governo – deve impedire l’uso del suo territorio per atti di terrorismo contro l’India.

Immediata la reazione del presidente pakistano, Zardari, che in una conferenza stampa si è impegnato a punire con severità tutti i pakistani eventualmente implicati nell’attacco. “La lotta al terrorismo” ha detto Zardari, “è qualcosa che ci accomuna”.

Dopo tre giorni di battaglia, il bilancio delle perdite arriva quasi a duecento morti. Delle vittime 27 erano cittadini stranieri, turisti in vacanza o uomini d’affari, e una ventina appartenenti alle forze dell’ordine.

Secondo la polizia gli attentatori sarebbero stati in 10, uno dei quali, preso vivo, avrebbe dichiarato di essere pakistano.

Infine, in un clima di dolore e commozione, si cominciano a celebrare i funerali delle vittime di quello che per molti è l’undici settembre indiano.

E mentre in tutta l’India c‘è chi lascia un cero acceso in memoria dei morti, riprende vigore anche la polemica sull’affidabilità dei servizi di controspionaggi indiani, che non sarebbero stati capaci di prevenire la strage.