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A Mumbai tre giorni di terrore

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A Mumbai tre giorni di terrore

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E’ la tarda serata di mercoledì quando l’attacco alla capitale finanziaria dell’India prende il via. I terroristi, in tutto apparentemente non più di una quindicina, divisi in più cellule, irrompono armati di fucili e granate nei due lussuosi hotel di Mumbai dove sanno di trovare un gran numero di occidentali.

Sembra che al Taj Mahal alcuni assalitori risiedessero da giorni. Cercano in particolare statunitensi e britannici. Mentre fanno fuoco catturano ostaggi e rapidamente, praticamente indisturbati prendono il controllo degli alberghi.

Frattanto altri loro compagni hanno scatenato il panico in altri punti sensibili della città. La stazione centrale, un ospedale, un caffè molto frequentato. Già si contano decine di vittime, indiani, stranieri, almeno 200 feriti.

Gli assalitori, si dichiarano “mujaheddin del Deccan”, la loro azione dicono è contro le persecuzioni degli islamici in India, restano asserragliati nei due hotel. Al primo piano del Taj Mahal, sono le prime ore di giovedì, divampa un incendio.

Le sparatorie vanno avanti per ore. L’esercito indiano tenta di controllare la zone in attesa di un piano per intervenire cercando di facilitare l’evacuazione di quanti trovano il modo di lasciare l’albergo.

Gli assalitori sono giovani, ben armati, determinati. Sono giunti a Mumbai via nave, sbarcando con dei gommoni senza destare sospetti. E’ per primo un ufficiale dell’esercito indiano a chiamare in causa il Pakistan.
I terroristi verrebbero da lì, Islamabad nega.

Anche all’Hotel Oberoi scoppia un incendio.

Quando Manmohan Singh, il primo ministro indiano, prende per la prima volta la parola in tv denuncia: “La base di questi attacchi è fuori dal nostro paese”.

Ancora a 40 ore dall’inizio dell’attacco, mentre l’esercito riesce a liberare un centinaio di turisti prigioneri, le truppe speciali devono intervenire anche in un centro religioso di ebrei ortodossi. I terroristi hanno attaccato anche qui.
Ci vorrà tutto il giorno per liberare l’edificio, all’interno restano i corpi di sei israeliani uccisi.

L’epilogo arriva sabato quando dopo la terza notte di spari vengono uccisi gli ultimi tre terroristi che si trovano ancora nell’hotel Taj Mahal.

Secondo la polizia gli assalitori sarebbero stati tutti uccisi o catturati, dopo oltre 60 ore di terrore, una città in scacco, vittime di dodici diverse nazionalità e tutto il mondo in apprensione dopo l’ennesima strage terroristica.