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Cade l'ultimo bastione dei terroristi, ora si indaga sulla matrice degli attacchi


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Cade l'ultimo bastione dei terroristi, ora si indaga sulla matrice degli attacchi

La battaglia è finita a Mumbai, le forze speciali indiane hanno preso l’ultimo bastione dei terroristi, l’albergo Taj Mahal.

Una caccia stanza per stanza e nei corridoi, che si è conclusa con l’uccisione degli ultimi tre estremisti islamici.

Tre giorni dopo l’assalto al cuore finanziario dell’India il bilancio è di circa 200 morti, 26 stranieri, tra i quali un cittadino italiano.
Nove terroristi sono stati uccisi, 15 agenti delle forze di sicurezza hanno perso la vita.

Ora l’attenzione si concentra sull’identità dei terroristi e sulle loro modalità di azione. L’unico catturato sarebbe di origini pachistane. Avrebbe affermato che lo scopo degli attacchi era “un 11 settembre indiano” e “ridurre in polvere i simboli della potenza economica del Paese, il Taj e l’Oberoi”.

Gli attacchi sarebbero stati preparati minuziosamente giorni prima. Alcuni fra gli assalitori avrebbero affittato un appartamento a Mumbai facendosi passare per studenti.

Altri sarebbero sbarcati a sud della città non lontano dalla stazione dove sono cominciate le sparatorie, dopo aver sequestrato un peschereccio.

Avrebbero studiato la struttura degli hotel, nascosto armi ed esplosivi e filmato diversi punti per conoscere bene il territorio in cui si sarebbero mossi.

Secondo fonti dell’esercito erano perfettamente addestrati dal punto di vista militare tanto da tener testa ai corpi speciali indiani.

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