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Mumbay: i racconti dei testimoni della strage

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Mumbay: i racconti dei testimoni della strage

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Sono usciti ancora abbigliati da gran sera gli ostaggi dei terroristi nell’ hotel di lusso Oberoi. Scortati dalla polizia e poi condotti su bus e macchine: per loro la fine di un incubo.

“Sto bene” dice una donna. “Siamo molto grati per il lavoro svolto da tutte forze dell’ordine indiane” aggiunge un altro ostaggio appena liberato.

Ma non è ancora finita. mentre si attendono notizie sulle persone che sarebbero ancora ostaggio al TaJ Mahal. Chi ha vissuto l’assalto racconta quei momenti di terrore. Come questi due giovani britannici, scampati al fuoco dei terroristi nel caffè Leopold meta del turismo internazionale.

Lewis:” Ho pensato di morire non c‘è nulla che avremmo potuto fare per difenderci. Alle finestre c’erano sbarre d’appertutto, quindi nessuna possibilità di scappare, è stato spaventoso”

Chitty: “Abbiamo solo aspettato che venissero ai piani superiori. Avevano armi automatiche e sparavano a tutti. Li sentivamo e speravamo non venissero di sopra”

Lewis. “Poi è arrivata la polizia e quando siamo scesi di sotto era orribile, sangue d’appertutto, corpi per terra. Le pareti erano crivellate di colpi”

Il primo volo partito da Mumbai all’indomani degli attacchi era diretto all’aeroporto israeliano di Tel Aviv. Ad accoglierlo una folla di familiari preoccupati. Di quanto accaduto i passeggeri non sapevano quasi nulla.