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Mumbai. Obiettivi: hotels, bar, ristoranti, stazioni

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Mumbai. Obiettivi: hotels, bar, ristoranti, stazioni

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Queste immagini dell’hotel Taj Mahal resteranno il simbolo delle ore d’inferno vissute a Mumbai. Ed ecco come molti ospiti si sono salvati: scendendo, in un modo o nell’altro, lungo i muri esterni.

Uno dei cinque estelle più lussuosi del mondo occupato e messo a ferro e a fuco dai terroristi, che braccavano, soprattutto, gli stranieri, come hanno raccontato molti testimoni riusciti a mettersi in salvo. Almeno 9 sospetti sarebbero stati arrestati. Fra i morti si conterebbero anche una quindicina di agenti, fra cui il capo dell’antiterrorismo di Mumbai.

Precisa la coordinazione dei commandos terroristici che hanno investito diversi luoghi della megalopoli indiana piuttosto lontani fra loro. Oltre ai due alberghi, ristoranti, bar, un ospedale, un centro culturale ebraico e stazioni dei trasporti pubblici.

Le azioni avrebbero avuto come obiettivo il rilascio di tutti i militanti islamici detenuti e la fine delle persecuzioni che, secondo il gruppo che ha rivendicato l’attacco, rendono la vita difficile ai mussulmani dell’India. Ma fin da subito, le autorità governative hanno messo in chiaro che non ci sarebbe stata nessuna trattativa con i terroristi.