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Queste immagini del Taj Mahal in fiamme resteranno il simbolo delle ore di inferno a Mumbay

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Queste immagini del Taj Mahal in fiamme resteranno il simbolo delle ore di inferno a Mumbay

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Uno dei cinque stelle piu’ lussiosi del mondo occupato e messo a ferro a e a fuoco dai terroristi, che braccavano, soprattutto, gli stranieri, come ha raccontato un testimone anglo-indiano che è riuscito a mettersi in salvo.

Cercavano le persone con passaporti britannici o statunitensi. Il loro obiettivo principale era quello di catturare degli stranieri.

Alcuni dei morti sono effettivamente stranieri. Finora fra i corpi riconosciuti ci sono quelli di un giapponese e di un australiano. La maggior parte delle vittime è comunque di nazionalità indiana. Coinvolti nella crisi ci sono anche quattrodici italiani, che erano ospiti degli alberghi. La Farnesina li ha contattati tutti, tranne due che risultano dispersi. Dei dodici sentiti nessuno ha subito violenze.

Almeno quattro terroristi sarebbero stati uccisi dalla polizia e nove sospetti sarebbero stati arrestati. Fra i cento uno morti si conterebbero anche dodici agenti, fra cui il capo dell’antiterrorismo di Mumbay.

Precisa la coordinazione dei commandos terroristici che hanno investito diversi luoghi della megalopoli indiana piuttosto lontani fra loro. Oltre ai due alberghi,. ristoranti, bar, un ospedale e stazioni dei trasporti pubblici. Le azioni terroristiche avrebbero avuto come obiettivo il rilascio di tutti i militanti islamici detenuti e la fine delle persecuzioni che, secondo il gruppo che ha rivendicato l’attacco, rendono la vita difficile ai mussulmani dell’India.